26/05/2009
Valverde al contrattacco
Alejandro valverde, come aveva promesso, passa all'offensiova. Come conseguenze delle irregolarità commesse tanto dal Coni quanto dalla wada, lo spagnolo ha intrapreso azioni giudiziarie nei confronti dei membri del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni e contro la WADA per possibili reati di disobbedienza alle autorità giudiziarie spagnole.
Queste istituzioni hanno agito in totale disprezzo delle autorità giudiziarie spagnole, non rispettando le decisioni del tribunale di Madrid, che impediva di utilizzare le prove del procedimento penale in corso, contro gli sportivi.
In ambito civile, nei prossimi giorni verrano intraprese azioni legali nei confronti di Ettore Torri della Procura Antidoping del CONI, e contro Jsper Worre, Presidente Della Federciclismo Danese, ai quali verano chiesti i danni per aver leso l’onore e l’immagine professionale del ciclista della Caisse d'Epargne.
02/04/2009
Valverde, sorpreso e indignato
«Sorpreso e indignato per la decisione presa da Coni di continuare il procedimento disciplinare per fatti che non ho commesso». Questa la reazione del ciclista spagnolo Alejandro Valverde alla richiesta di due anni di squalifica della procura antidoping del Coni per la violazione
accertata dell'articolo 2.2 del codice Wada relativo all'uso o al tentato uso di sostanze e metodi vietati.
25/03/2009
La Wada avverte il calcio
La Wada, agenzia mondiale antidoping, minaccia di escludere il calcio dalle Olimpiadi se non si adeguerà alle nuove norme. Fifa e Uefa sono unite nel respingere la stretta sui controlli richiesta dalla Wada. “Stanno ignorando la realtà del doping - ha risposto il presidente John Fahey - Gli altri sport di squadra non hanno avanzato critiche, se il calcio continua dovremo aprire un procedimento che potrebbe portarlo all'esclusione dalle Olimpiadi”. Il calcio è contrario alla regola della «reperibilità» senza limiti degli atleti per i controlli antidoping. È una battaglia che accomuna il calcio e il tennis ma visto che il tennis non l’ha spuntata, appare complicato che le cose possano andare diversamente per il pallone. A parere delle istituzioni del football ci sono differenze enormi tra uno sport collettivo e uno individuale. Fifa e Uefa nel loro comunicato congiunto «vogliono sottolineare le differenze fondamentali tra un atleta individuale, che si allena da solo, e l’atleta di uno sport di squadra, che è presente allo stadio sei giorni su sette e perciò facilmente reperibile».
Dunque «controlli nell’ambito della squadra o delle infrastrutture dello stadio». Non solo: non si accetta «che i controlli vengano effettuati in brevi periodi di vacanza perché invadono la sfera privata».


