10/10/2008

Se a Varese avesse vinto uno spagnolo?

http://bicimessina.myblog.it/images/no%20doping.gifE se i mondiali di Varese fossero stati vinti da uno spagnolo?.

Dopo la Liegi-Bastogne-Liegi, dopo il Giro, dopo il Tour, do­po le Olim­piadi,

è l’unico sigillo che è mancato in una stagione strepitosa per il ciclismo iberico.

Continua...

29/09/2008

Mondiale, cagnara spagnola

Oscar Freire e Alejandro Valverde in sella. BettiniLa disfatta iberica a Varese trova ampi spazi sulla stampa: sui giornali di questa mattina commenti tra il rabbioso, il sarcastico e il depresso registrati ieri all'arrivo

MADRID, 29 settembre 2008 - Brucia. La disfatta varesina agli spagnoli brucia da morire. Per il modo più che per il risultato. I giornali di questa mattina riprendono mestamente i commenti tra il rabbioso, il sarcastico e il depresso registrati ieri all'arrivo tra i componenti della squadra spagnola partita per il mondiale di ciclismo con il petto in fuori. Valverde, Freire, Contador, Sanchez... gli spagnoli, pur rispettando tantissimo Bettini, ci credevano.
PORCA MISERIA - E così il titolo di Marca è un significativo "Porca miseria', tra virgolette: il commento viene idealmente attribuito a Joaquin Rodriguez, detto 'Purito'. Per tutti i media iberici il migliore dei suoi, e non solo come posizione finale in classifica.
CAGNARA - "L'Italia fa doppietta e per la Spagna finisce in cagnara" titola As: "Un altro anno, e siamo a tre, l'Italia è stata migliore della Spagna nel Mondiale", le prime righe del commento del quotidiano sportivo che significativamente all'evento dedica una sola pagina. "Sconfitta per goleada", commenta El Pais, che aggiunge: "L'inconsistenza di Valverde apre la porta al festival italiano. È mancato lo spirito di sacrificio per giocare in difesa". "Il fiasco degli ego", il titolo del Mundo: "Il toscano (Bettini, ndr) inganna gli spagnoli nella suo emotivo addio e facilita la vittoria di Ballan".
RIDICOLI - Il ct Paco Antequera non si è nascosto: "Siamo stati ridicoli. Uno non si può fermare per Bettini. Non si può perdere una gara per Bettini. Non parliamo di auricolari o di altro. Se non funzionano, bisogna saper reagire, bisogna tirare avanti e giocarsela, non restare fermi ad aspettare".
DALLI A VALVERDE - Il dito è puntato contro Alejando Valverde, obiettivo anche delle pesanti critiche di Oscar Freire: "La fuga decisiva non è stata fatta con un'azione di forza ma grazie alla tattica. Ha sbagliato Valverde. Io l'avevo detto nella riunione prima della gara: se scappavano Rebellin e Cuneo con loro doveva andare Valverde, perché gli italiani contro 'Purito' e Samuel Sanchez avrebbero attaccato, e così è stato. Gli italiani hanno corso bene, noi male. I miei compagni sapevano che io stavo bene, ma abbiamo corso male. L'errore è stato quello di non aver avuto davanti un corridore come Valverde. Non doveva restare lui dietro con Bettini. Se Valverde fosse stato davanti sarebbe stata un'altra corsa".
ARIA D'OPERA - A complicare le cose per gli spagnoli il mancato funzionamento degli auricolari: "Negli ultimi 5 giri alle orecchie mi arrivava solo musica d'opera, ho dovuto staccarlo", ha raccontato Rodriguez. "Sì, non funzionavano e non potevamo comunicare, ma non cerchiamo scuse", ha replicato Freire. Meno autocritica da parte di Valverde: "Freire dice che stava bene, ma anche io ero in forma. E poi non sapevo dov'erano i miei compagni, gli auricolari non funzionavano e non sapevo cosa fare, non volevo attaccare con precipitazione".
SIMPATIA - La chiusura è di 'Purito' Rodriguez: "Gli italiani continuavano ad attaccarmi, e alla fine ho lasciato andar via Ballan, quello dei tre che mi sta più simpatico".

Ballan campione: «Impresa speciale»

- Un incredibile scatto a poco più di un chilometro dalla fine. Gli avversari che non riescono a reagire. E Alessandro Ballan va a vincere il campionato del mondo di ciclismo a Varese. Succede a un grandissimo, Paolo Bettini, che oggi aveva la possibilità di essere il primo corridore della storia a vincere tre titoli di fila. Per l’Italia è stato trionfo completo, perché alle spalle del ragazzo di Castelfranco Veneto si è piazzato Damiano Cunego e al quarto posto, dietro la medaglia di bronzo Matti Breschel (Danimarca), è arrivato Davide Rebellin. Da ricordare un’immagine: Bettini che esulta quando, ormai tagliato fuori dalla sfida per il successo, viene a sapere che un suo compagno di squadra ha vinto il campionato del mondo. «Non ci credo. Sentire la gente che urlava il mio nome mi ha aiutato - le prime parole del nuovo campione del mondo dopo il traguardo -. Tutti, specialmente gli spagnoli, stavano controllando Paolo (Bettini, ndr). Siamo partiti in tre, abbiamo attaccato a turno e questo mi ha favorito».

GRANDE SQUADRA - «Ho attaccato a cinquanta chilometri dal traguardo per far selezione - continua il 29enne veneto -. Alla fine eravamo in tanti ed è andata bene a me. Si voleva fare la gara con Paolo, ma era troppo controllato. Noi siamo andati avanti a forza di scatti: sono contentissimo. Sapevo di stare molto bene, ma di vincerlo non avrei mai creduto. Una cosa incredibile: negli ultimi due chilometri la gente mi ha spinto all'arrivo a urla. Ero molto stanco, avevo un inizio crampi ma ho visto che anche gli altri non stavano bene. Eravamo partiti tutti per Paolo, ma poi lui ci ha dato il via libera. Da tre anni a questa parte la Nazionale è una squadra: è come se corressimo insieme tutto l'anno. È stata per me un'ottima stagione, con poche vittorie, ma sono stato protagonista. È fantastico, non mi è mai capitata una cosa del genere. Devo ancora rendermi conto di tutto, mi renderò conto stasera, adesso cerco di godermela. Vincere qui è il massimo». Felice anche Beppe Saronni, team manager della Lampre, squadra di club del campione del mondo. «È stato grande - dice -. Sappiamo quanto Alessandro sia stato generoso in nazionale e questo è il riconoscimento migliore».

PASSO D'ADDIO - Per Bettini la corsa di oggi è stata l'ultima di una carriera fantastica. Scontata la sua commozione alla fine. «È normale - dice - per me erano le ultime pedalate e chi conosce questo gruppo e sa come si lavora capisce bene quanto sono orgoglioso di chiudere con questa nazionale». Gli azzurri secondo Bettini hanno dimostrato tutta la loro tensione e una grande concentrazione, in pratica hanno fatto loro quella corsa che i rivali spagnoli si stavano rifiutando di fare. «A un certo punto - racconta Bettini - sembrava quasi una gara più semplice e anche io mi sono mosso prima del previsto». La marcatura spietata ha impedito che Paolo potesse essere nella fuga buona. Ma lui era felice perché sapeva che c'erano tre suoi compagni in testa. «Gli ultimi chilometri sono stati una passerella trionfale. La cosa più bella è stata il saluto di tutti, gli spettatori ma anche i miei avversari che mi hanno lasciato passare in testa al gruppo dei battuti». Ci ripenserai? Forse la domanda è intempestiva visto che neanche 24 ore fa Bettini ha annunciato il suo ritiro. «Oggi sono orgoglioso di chiudere con la maglia azzurra» è la sua replica.

OCCASIONE PERDUTA - «Subito dopo il traguardo ho avuto una attimo di smarrimento, ma perdere un'occasione così...». Cunego vive con un po' di rammarico l'argento conquistato ai Mondiali di ciclismo di Varese. Se ci fosse stata una volata a ranghi ridotti, il veronese avrebbe potuto vincere. «Sono felice per Alessandro perché ha fatto una grandissima impresa - spiega il vincitore dell'Amstel Race 2008 -. Lì per lì ero dispiaciuto, ma ora sono felicissimo per lui perché è un atleta troppo forte. È un grande finisseur e oggi l'ha dimostrato. Io cercherò di far bene l'anno prossimo a Mendrisio, il percorso è più impegnativo di questo. Un argento oggi e l'oro il prossimo anno. Ora voglio chiudere alla grande la stagione. L'addio di Bettini? Non ho mai visto un corridore con tanta determinazione e grinta, pensare che da domani non sarà più in gruppo è strano».

IMPRESA - Solo due italiani prima di Ballan erano riusciti a vincere un Mondiale in casa; Alfredo Binda a Roma nel 1932 e Vittorio Adorni a Imola nel 1968. All'estero, a compiere l'impresa sono stati Georges Speicher (Francia) a Monthlery nel 1933, Jean Aerts (Belgio) a Florette nel 1936, Hans Knecht (Svizzera) a Zurigo nel 1946, Briek Schotte (Belgio) a Moorslede nel 1950, Rik van Steenbergen (Belgio) a Waregem nel 1957, Benoni Beheyt (Belgio) a Ronse nel 1963, Rudi Altig (Germania) a Nuerburgring nel 1966, Jan Raas (Olanda) a Valkenburg nel 1980, Bernard Hinault (Francia) a Sallanches nel 1980.

LA SCHEDA - Ballan è nato il 6 novembre 1979 a Castelfranco Veneto (Treviso); è sposato e ha due figlie Stella e Azzurra. È alto 190 centimetri per un peso forma di 72 chilogrammi. Ha iniziato a correre in bicicletta nel 1986 ed è passato professionista nel 2004 con la Lampre, la squadra di cui fa parte ancora oggi. Ha la passione per i videogiochi e in carriera ha vinto otto corse: la prima tappa della Tre Giorni di La Panne e la quarta tappa del Giro del Benelux nel 2005, il Trofeo Laigueglia nel 2006, e nel 2007 la classifica finale della Tre Giorni di La Panne, il Giro delle Fiandre e la Classica di Amburgo. Quest'anno una tappa alla Vuelta di Spagna e il titolo iridato a Varese.

MONDIALI VARESE, PROVA IN LINEA UOMINI: ORDINE D’ARRIVO - 1. Alessandro Ballan (Ita) 6h37’30”;2. Damiano Cunego (Ita) +3”; 3. Matti Breschel (Den) s.t.; Davide Rebellin (Ita) s.t.; 5. Andriy Grivko (Ukr) s.t.; 6. Joaquim Rodriguez (Esp) s.t.; 7. Fabian Wegmann (Ger) s.t.; 8. Christian Pfannberger (Aut) s.t.; 9. Nick Nuyens (Bel) s.t.; 10. Robert Gesink (Ned) s.t.; 28. Paolo Bettini (Ita) +4’53"