15/12/2009

Ricco e Caruso scortati da Mancuso

La provincia di Messina, nella giornata odierna (martedi 15 dicembre) è stato teatro di allenamenti importanti, che hanno visto la partecipazione della Flaminia, con il capitano Riccardo Riccò e con il siciliano Giampaolo Caruso. A fare gli onori di casa è stato Salvatore Mancuso. Al "Cobra" di Formigine e compagni si è aggregato il corridore della Isd, all'ultima sua uscita siciliana, prima di partire per un mini raduno in Toscana (16 - 20 dicembre ndr). Il programma di allenamento si è strutturato su una distanza di pochi meno di 150 Km, con un percorso che prevedeva il passaggio dellle zone di Milazzo, Tindari e Capo d'Orlando.

01/08/2009

Riccò protesta, ma doveva pensarci prima

http://bicimessina.myblog.it/images/no%20doping.gifIn merito all'allargamento della squalifica di Riccardo Riccò da parte dell'Uci, l'avvocato del ciclista si dice rammaricato e che farà di tutto che poter tutelare il proprio assistito. "Sono senza parole, alla luce di questa decisione. Sembra una decisione politica e non una decisione a favore dello sport" - ha dichiarato l'avvocato Alessandro Sivelli. L'unione ciclistica internazionale ha ritenuto che il Coni, non fosse autorità competente a giudicare il caso Riccò, che in un primo momento era stato squalificato per 24 mesi e solo in seguito, dopo il reclamo del corridore al Cas, la squalifica era stata ridotta a 20 mesi, rilevando il fatto che l'atleta aveva fattivamente collaborato alle indagini della magistratura. Sivelli ha detto che anche in questa circostanza impugnerà la decisione della Unione ciclistica alla Corte di Arbitrato. "E 'meglio non parlare per evitare di dire qualcosa di cattivo. Le regole quasi non esistono in bicicletta" - ha detto Riccò. Il "cobra" di Formigine ha sbagliato e forse è pronto a redimersi, ma se lui non avesse fatto uso di sostanze proibite, non si sarebbe trovato in queste situazioni. Deve solo accettare le decisioni che gli organi federali prendono nei suoi confronti, cercando di sensibilizzare i giovani sul calvario che si attraversa nell'essere "beccato" e le effettive ripercussioni che questo provoca.

L'argomento doping nel ciclismo sta assumendo contorni maccheronici, ma nello stesso tempo devastanti. Bisogna attuare regole ferree, controlli che non lasciano l'ombra del dubbio e pene alle quali non si possano attuare reclami. Gli appassionati di questo sport, che sono tanti e sempre più numerosi, sono consapevoli che quello del ciclismo è uno dei pochi mivimenti sportivi che sta cercando di venire fuori da situazioni di doping, in maniera drastica e mettendoci impegno e collaborazione, primi tra tutti gli atleti. Bisogna effettuare un opera di sensibilizzazione nelle categorie giovanile, dando esempi forti nel professionismo, ricorrendo anche alla radiazione immediata.

30/07/2009

E' ufficiale: saranno 24 i mesi di stop a Riccò

http://bicimessina.myblog.it/images/no%20doping.gifIl caso Riccò si complica ed è necessario un ulteriore chiarimento. Se era sbagliata la notizia che l’Uci chiede 4 mesi di squalifica in più, è sbagliata anche quella che nega ogni problema al riguardo.
È il portavoce dell’Uci Enrico Carpani che a tuttobiciweb spiega la situazione: «Dopo la mia precedente affermazione, ho approfondito la vicenda e ho appurato che proprio ieri l’Uci ha riconosciuto come valide le decisioni prese dalla AFLD (l’Agenzia Francese di lotta al Doping, ndr) che prevedono una squalifica di 24 mesi per Riccò e non di 20 come stabilito dal Tas. Il Coni, infatti, non aveva le competenze necessarie per giudicare Riccò, competenze che – anche per questioni territoriali – spettavano alla AFLD. Quindi per l’Uci vale la squalifica decisa dall’Agenzia francese. Certo, Riccò può chiedere che venga riconosciuta la collaborazione, in base alla quale aveva ricevuto uno sconto di pena di 4 mesi, ma questa decisione spetta all’Uci e al momento non abbiamo ricevuto alcuna documentazione al riguardo».