17/06/2009

PASSAPORTO BIOLOGICO

http://bicimessina.myblog.it/images/no%20doping.gifUna notizia buona c'è, su 840 atleti controllati solo 5, attualmente, presentano una anomalia nei valori rilevati nel corso dell'anno: magra consolazione quando di fatto si punta il dito contro questi 5 professionisti ancora ufficialmente innocenti ma già esclusi dal mondo delle due ruote. Sono tre spagnoli e due italiani, gli atleti "pescati" dall'Uci nel primo anno di attività del passaporto biologico, verrebbe da dire che la montagna ha partorito il topolino, visti gli annunci di pulizie faraoniche fatti dal presidente McQuaid nelle settimane scorse. Ora è lo stesso McQuaid a dire che potrebbero essere rivelati altri nomi, il che non fa certo ben sperare. L’Uci sottolinea che le procedure saranno aperte a breve sulla base delle indicazioni espresse dagli esperti indipendenti nominati in occasione della nascita del passaporto biologico. Il bilancio del primo anno di attività del passaporto biologico non sarebbe completo. L’Uci confida nel fatto che questo nuovo approccio, basato sull’individuazione indiretta delle pratiche dopanti, permetterà di limitare ulteriormente lo spazio di manovra per chi vuole imbrogliare. L'Uci sembra godere nel distruggere la credibilità del movimento ciclistico salvo poi disperarsi per la mancanza di sponsor, la chiusura di importanti team e la mancata organizzazioni di gare che hanno fatto la storia del ciclismo. Da sottolineare, infine, che ognuno dei corridori citati si vedrà garantita la presunzione di innocenza fino al termine della procedura disciplinare. I nomi segnalati sono: Igor Astarloa Ascasibar (Amica Chips), Ruben Lobato Elvira (senza contratto), Ricardo Serrano Gonzalez (Fuji Servetto), Francesco De Bonis (Diquigiovanni Androni) e Pietro Caucchioli (Lampre NGC). Per i due ciclisti italiani, le rispettive squadre hanno provveduto a diramare un comunicato stampa dove si afferma che in sintonia con la linea di assoluto rigore contro il doping, si adottano nei confronti del corridori i provvedimenti di momentanea sospensione. Sia la DiquìGiovanni che la Lampre affermano che gli esami in possesso dei rispettivi staff medici, effettuati in questa stagione, hanno sempre evidenziato valori assolutamente nella norma. Dalla documentazione ricevuta, le anomalie risulterebbero relative alla passata stagione quando i corridori militavano in altre squadre.