09/05/2011

Una presa in....Giro

images?q=tbn:ANd9GcRVpuIK5H6wuQpGmUwPisVOx6OTvsiYQt7UThliXXndjWuOVbbXA pochi giorni dalla partenza della 9° tappa del Giro d’Italia, la Messina – Monte Etna, tante sono ancore le cose da mettere in chiaro. In questi ultimi giorni, gli sfollati di Giampilieri hanno pensato di inscenare una manifestazione proprio il 15 maggio, giorno del passaggio della carovana rosa. La rabbia di persone rimaste senza casa, ma quel che è più grave, senza assistenza, ritornano alla carica per farsi ascoltare dal governo nazionale. Una rabbia, figlia della mal gestione di questa città, troppe volte bistrattata e relegata al semplice ruolo di fucina di voti. Prima di capire l’opportunità economica che una tappa del Giro d’Italia potrebbe portare all’intera città, bisogna iniziare col dire che, molte sono le città (specialmente al Nord Italia, ma anche in Europa) che farebbero carte false per aggiudicarsi una partenza o un arrivo di tappa. La nostra città, grazie al ritorno mediatico di Vincenzo Nibali, quest’anno è riuscita ad avere la partenza di una tappa fondamentale, una di quelle tappe, che potrebbero sconvolgere la classifica. Tutto avrebbe dovuto esser organizzato per il meglio, molti mesi prima, invece si è giunti a pochi giorni dall’evento, senza una reale organizzazione e programmazione. Agli alluvionati, in queste ore, si sono aggiunti tutti i paesi nebroidei colpiti dalle frane, ed infine, i lavoratori dell’Altecoen, da tempo senza stipendi, costretti a vivere con una precarietà economica assurda. Certo, manifestare la propria insoddisfazione davanti al mondo, al cospetto di oltre 2 milioni di telespettatori, è occasione più unica che rara. L’esperienza, però, ha insegnato che, non sono le manifestazioni eclatanti a cambiare il corso della storia, bensì, attività serie e concrete. La ciliegina sulla torta, arriva dalla comunicazione fattaci da alcuni responsabili di comuni dei paesi jonici ed in particolare quelli vicini a Capo Sant’Alessio, dove una frana rende, da settimane, impraticabile il tratto compreso tra Sant’Alessio ed il Capo. Guardrail sono stati apposti per ostruire la sede stradale ad impedire il transito veicolare, come se, questi bastassero a proteggere l’incolumità dei cittadini. Il contenzioso tra Anas, Provincia e Comuni, non ha permesso, a tutt’oggi, di effettuare i lavori di ripristino. Ricordiamo, per i meno attenti, che la corsa passerà in quel tratto di strada e far scendere dalle bici i corridori per mettergli di scavalcare il guardrail non è ammesso dal regolamento, perciò, crediamo, che tutto si risolverà qualche ora prima del passaggio della carovana Rosa. Sembra assurdo, paradossale: dove in altre parti si festeggerebbe per una partenza, per un arrivo o per un semplice passaggio del Giro d’Italia, da noi, questo evento, sia motivo di proteste, critiche e mal gestione.