13/03/2009

Il caso Da Ros tiene banco

http://bicimessina.myblog.it/images/no%20doping.gifIl caso Da Ros continua a tenere banco. Siamo sicuri che si parlerà ancora per molto tempo, e conoscendo i giornalisti, sapranno cogliere da questa vicenda, spunti per gettare nuovamente fango, su un movimento che al doping sta facendo una lotta dura, più dura di altri sport, dove atleti che sono in odore di doping, non vengono subito radiati, ma vengono difesi a spada tratta da organi federali e società. Il caso Da Ros ci insegna ancora una volta che quando si parla di ciclismo il sinonimo più comune è doping e non sofferenza. Il corridore della Liquigas, ha dichiarato davanti ai giudici di Milano, che lo hanno interrogato, di aver commesso solo una leggerezza e di non aver mai fatto uso di sostanze dopanti. Al caso si è interessato anche Silvio Martinello che conosce bene Da Ros. Martinello in una intervista ha detto di conoscere bene Da Ros e non crede possibile che un corriodre serio possa essere coinvolto in tali faccende. "Mentre in altri sport, come scherma e calcio si aspettano prove schiaccianti che inchiodino lo sportivo coinvolto - ha detto Martinello - nel ciclismo si ha l'immediata sospensione da parte di società e organi federali, come è accaduto a De Ros. Se il ciclismo vuole davvero essere organo autonomo, deve agire in assoluta indipendenza, senza essere manipolato da strutture esterne. Il caso Priamo, mi ha insegnato e dovrebbe farlo a tutti, che non si può condannare una persona se non prima vengono chiarite le cause e fatte indagini approfondite".