17/07/2009
Doping, indagato Rebellin
Ci sarebbero anche Davide Rebellin fra i 30 indagati nell'inchiesta sul doping, denominata "via col doping", che ha portato all'arresto di Aleksandr Nikacevic.I ciclisti professionisti indagati sono 12, quasi tutti di origine italiana, oltre a rappresentanti di societa' farmaceutiche, cinque medici, tre direttori sportivi di team ciclistici ed una minorenne. Le ipotesi di reato formulate, a vario titolo, sono ricettazione, commercio, cessione, utilizzo, detenzione e contrabbando di prodotti dopanti. Ai nomi del ciclismo che conta gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Benedetto Roberti, sono arrivati attraverso la collaborazione piena di Emanuele Sella, il quale ha ricostruito i passaggi del doping dal ct serbo, poi riscontrati dagli uomini delle fiamme gialle.
Le indicazioni investigative hanno portato ad individuare anche in Simone Mori, general manager della squadra Aeronautica militare - Amica chips - Knauf il fornitore del famigerato 'cera', l'eritropoietina di ultima generazione ai corridori della squadra, Francesco Rivera e Matteo Priamo. A differenza della posizione giudiziaria di Sella, che ha patteggiato una pena ridotta proprio per le ammissioni sulla propria posizione e la fattiva collaborazione con gli investigatori, le responsabilita' di molti degli indagati sono ancora da valutare compiutamente.
22/06/2009
Lo strano caso di Davide Rebellin
Il 28 aprile scorso, con un comunicato il Cio rese noto che 6 atleti medagliati di Pechino 2008 erano risultati positivi ai controlli antidoping effettuati in maniera retroattiva e con macchinari di nuova generazione. Tra i sei coinvolti risultavano esserci due ciclisti: Davide Rebellin e Stefan Schumacher. A distanza di molti mesi niente sembra essersi risolto in particolare per il corridore italiano, che non ha nascosto la propria innocenza chiedendo le controanalisi e affidandosi ad un avvocato di provata esperienza, come Federico Cecconi, per far valere le proprie ragioni e segnalare l'inefficienza dei controlli. Risulta che le controanalisi sul campione “B” dell’azzurro siano state fatte oltre tre settimane fa. Perché al legale non è stato ancora ufficializzato il risultato? Seconda questione: la comunicazione della positività parla di “un test su uno dei cinque campioni” prelevati al corridore, ma Davide giura che i campioni fossero soltanto due, non uno di più. Che cosa è accaduto? Sono stati riaperti e suddivisi in cinque provette, contravvenendo ad elementari norme di procedura? E ancora: tutta la questione degli altri positivi è top secret, sotto procedura, e verrà discussa dalla Commissione del Cio il 28 luglio prossimo: perché non è ancora stata inoltrata la documentazione relativa, visto che la difesa deve presentare un proprio memoriale entro 20 giorni dall’udienza? Tutto troppo strano.
C’è poi un particolare inquietante: ritenendosi pulito, il corridore veneto ha insistitio affinché gli inquirenti lo sottoponessero all’esame del DNA, che molti atleti rifiutano ritenendolo invasivo della propria privacy. Ebbene, il Cio non vuole accontentare il ciclista azzurro, sostenendo che tale richiesta «non è prevista dal protocollo». Intanto Rebellin si allena come un pazzo, fiducioso di poter essere riabilitato.
01/05/2009
A Rebellin, fatale la "molecola spia" e noi abbiamo il video che lo incastra
Davide Rebellin, può non aver messo in conto le possibilità di essere scoperto dopo i recenti casi di Giro e Tour (Sella, Riccò, Piepoli), essendo oramai lapalissiano che il Cera è rilevabile, anche se non in maniera diretta? Il Cera è una sostanza che non risulta coi controlli antidoping: è introvabile. La Wada, organo internazionale antidoping, ha imposto all'azienda che produce il Cera ad inserire una "molecola spia" che sia rintracciabile nei controlli antidoping, proprio poichè il Cera di per sè non lo è, durante il controllo, viene ricercata la presenza di questa molecola. Se hai la molecola nelle urine/sangue hai fatto uso del Cera: non si scappa. E' logico che la Wada non abbia sponsorizzato nè reso noto ai quattro venti il fatto di aver imposto di produrre il Cera inserendo la molecola spia che riconduca alla sostanza che la contiene. Fino a ieri la moglie di Rebellin dichiarava: “Davide non sa niente. Davide è pulito”. Lo stesso Rebellin al termine della Freccia Vallone urlava la sua felicità: "Questa è la vittoria dello sport pulito”. Adesso a incastrare il corridore veneto, spunta un video, girato dagli agenti della Guardia di Finanza, durante l'inchiesta del 2001. Con Rebellin c'è la moglie, ed il fornitore. VISIONA LE IMMAGINI......


