06/03/2009
I casi Valverde, Frigo e Schumacher
"VALVERDE non può essere deferito perché la Procura del Coni è incompetente in materia": è questa la tesi difensiva dell’avvocato Federico Cecconi in merito al caso del corridore spagnolo, convocato e ascoltato dal dottor Ettore Torri sul suo presunto coinvolgimento nell’Operacion Puerto dopo che i prelievi di sangue cui l’iberico era stato sottoposto al termine della tappa di Prato Nevoso dell’ultimo Tour de France avevano evidenziato un’identità con quelli di una delle sacche prelevate nello studio del dottor Fuentese attribuito sinora a un fantomatico Valv-Piti. Cecconi sostiene che la Procura del Coni dovrebbe archiviare il caso o ammettere la propria incompentente in merito, mentre Torri si è già espresso in modo contrario, ossia verso un possibile deferimento dell’atleta. A giorni la replica dell’accusa.
Dario Frigo rischia un anno di reclusione - Questa la richiesta dell'avvocato generale della Corte d'appello di Chambery, sei mesi con la condizionale per la moglie Susanna per i fatti relativi al Tour de France del 2005. Frigo fu fermato dalla polizia francese dopo il ritrovamento nell'auto della donna di sostanze dopanti, e poi licenziato dalla Fassa Bortolo: entrambi in primo grado sono stati condannati a sei mesi. La difesa di Frigo ha affermato, come già in primo grado, che l'atleta fu «vittima del sistema» e di «un sistema organizzato di doping all'interno della squadra». La sentenza dovrebbe essere emessa il 23 aprile.
Stefan Schumacher, trovato positivo all’ultimo Tour de France, è stato bandito da qualsiasi corsa per i prossimi due anni. Il corridore era stato squalificato per due anni solo in Francia dalla locale agenzia antidoping. Adesso la sospensione è stata estesa a tutti gli altri paesi dall’Unione Ciclistica Internazionale. Nel Tour 2008 Schumacher aveva vinto due tappe a cronometro prima di essere trovato positivo all’Epo Cera. Il tedesco ha già detto che si opporrà alla decisione.


