26/05/2009

Valverde al contrattacco

Alejandro valverde, come aveva promesso, passa all'offensiova. Come conseguenze delle irregolarità commesse tanto dal Coni quanto dalla wada, lo spagnolo ha intrapreso azioni giudiziarie nei confronti dei membri del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni e contro la WADA per possibili reati di disobbedienza alle autorità giudiziarie spagnole.
Queste istituzioni hanno agito in totale disprezzo delle autorità giudiziarie spagnole, non rispettando le decisioni del tribunale di Madrid, che impediva di utilizzare le prove del procedimento penale in corso, contro gli sportivi.
In ambito civile, nei prossimi giorni verrano intraprese azioni legali nei confronti di Ettore Torri della Procura Antidoping del CONI, e contro Jsper Worre, Presidente Della Federciclismo Danese, ai quali verano chiesti i danni per aver leso l’onore e l’immagine professionale del ciclista della Caisse d'Epargne.

06/05/2009

Petrucci rieletto

Giovanni Petrucci è stato rieletto Presidente del CONI dal Consiglio Nazionale Elettivo, attualmente in corso nel Salone d'Onore. Il Presidente, in carica dal 29 gennaio 1999, ha ottenuto 55 voti contro le 24 preferenze dello sfidante Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf. tra i dirigenti eletto il presidente della federazione ciclistica italiana, Renato Di Rocco.

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Valvede querela il Coni

"Chiedere al mondo del ciclismo di fare chiarezza sul doping", questo è l'appello di appassionati e tifosili. Dopo il caso Rebellin, con le sue mille sfaccettature, dettate dalla fragilità della federazione ciclistica italiana, di gestire il caso e curare la notizia, con il Coni, che incurante delle lotte intrapese da ciclisti e gruppi sportivi in ambito doping, riesce sempre a dar in pasto alla stampa, atleti ciclisti, unici capri espiatori di vicende che hanno a che fare con lo sport tutto. In ordine cronologico, prima della bomba Rebellin, un altro caso incuriosiva gli sportivi. Il coinvolgimento di Valverde nell'Operacion Puerto. Il murciano, come ben noto, era stato sottoposto da parte del Coni, ad un controllo durante la tappa del Tour, di Prato Nevoso. Queste analisi, avevamo fatto constatare ai medici, che il sangue trovato in una delle sacche, custodite in uno degli studi del dottor Fuentes era quella di Valverde. Da quì è scattata da parte del comitato olimpico italiano un mandato a comparire, a cui il corridore spagnolo non ha mai ottemperato. Adesso si legge tra le pagine di un quotidiano spagnolo, che gli avvocato di Valverde hanno presentato una querela nei confronti del Coni per «disobbedienza giudiziaria e falsità nella documentazione». Lo sport tutto deve dare oggi più che mai, prova di maturità, quella stessa maturità, che in questi giorni lance Armstrong sta portando in territorio italiano. Il texano più volte additato come corridore incrine all'uso di prodotti dopanti, con la propria compagnia per la lotta al cancro, sta dimostrando che lo sport può essere veicolo di proposte e compagne civili e socilai di primaria importanza.