21/04/2009
doping
Il doping nel ciclismo è sempre di attualità, per fortuna in questi ultimi anni molto si è fatto per debellare questa piaga, che serva ricordare, non coinvolge solo lo sport delle due ruote, ma vede vittime personaggi di altre discipline, ma chissà perchè, il ciclista è sempre quello più esposte alla gogna mediatica. Ricordiamo che il ciclista per fare attività deve attenersi a un passaporto biologico, deve tenersi a diposizione delle autorità antidoping 24h su 24 e oltre al controllo incrociato sangue urine, da quest'anno deve fare anche il controllo del capello. Questo tipo di trasparenza non è riscontrabile in nessun altro sport. Le ultime novità in materia giungono dalla Germania, dove fonti autorevoli di giornali coinvolgono l'olandese Thomas Dekker e l'oramai pensionato Michael Boogerd in un giro di trasfusioni poco lecite. I giornali parlano che i due atleti, allora alla Radobank, assieme a Michael Rasmussen e Bernard Kohl, sotto la guida del medico Stefan Matschiner, hanno fatto ricorso all'autoemotrasfusione per migliorare le proprie prestazioni. Per adesso da parte di Dekker, adesso corridore della Silence Lotto non giungono smentite, mentre per gli altri tre coinvolti non si attende nessuna verifica, in quanto Boogerd ha già appeso la bici al chiodo, Kohl e Rasmussen sono già squalificati.
Altre notizie arrivano dalla Spagna, e non riguradano la famosa Operacion Puerto, ma la decisione del governo spagnolo di proibire i controlli antidoping nelle fasce notturne, comprese tra le 23 e le 8. Questo provvedimento intende allentare la morsa soprattutto in materia di controlli fuori competizione e garantisce il diritto all'intimita' e alla vita familiare dello sportivo. La regola imposta dalla Spagna segue le linee generali indicate dalla Ue, ma va in controtendenza rispetto alle norme della Wada, l'Agenzia Mondiale Antidoping.


