09/06/2009
Kohl: ero convinto che il Cera non fosse rintracciabile
Le dichiarazioni rilasciate da Bernard Kohl al quotidiano francese l'Equipe hanno dello sconvolgente. Vi riportimo di seguito l'intervista rilasciata dal corridore austrico: "Ho cominciato nel 2005 con il laboratorio . Nel 2007, poi, ho disputato il Tour senza avere alle spalle un protocollo dopante di alto livello ed è stato nel 2008 che ho deciso che era il momento di arrivare al top. Quell’anno ho fatto una vera programmazione…".
Cos'aveva con sè per affrontare il Tour 2008?
"Solo quattro sacche di sangue da mezzo listro l’una. Nient’altro, troppi controlli, troppo rischio. Non avevo testosterone, né caffeina, né pseudoefedrina, né antalgici. Prima della partenza avevo assunto Epo, ormone della crescita e insulina".
Una grande programmazione.Come mai allora è rimasto incastrato nelle maglie dell'antidoping?
"Almeno mezzo gruppo era convinto che questa nuova Epo non fosse rintracciabile dagli esami. Io l’ho presa da un altro ciclista, me la sono iniettata da solo tre giorni prima del Tour e nella mia testa ero perfettamente tranquillo".
20/12/2008
Riccò, Kohl e Duenas non si presentano
È andata quasi deserta la convocazione disposta dalla AFLD, Agenzia Francese di Lotta al Doping: Bernhard Kohl e Moises Duenas non si sono presentati, mentre Riccardo Riccò è stato rappresentato dal suo avvocato francese. I tre - positivi all'ultimo Tour - rischiano una squalifica fino a sei anni sul territorio francese. L'AFLD ha fatto sapere che emetterà il suo verdetto nel giro di tre settimane.
17/12/2008
L'AFLD convoca Riccò
L'Agenzia francese della lotta al doping (AFLD) ha convocato Riccardo Riccò, chiamato ad una audizione. Lo rivela il quotidiano francese L'Equipe. Insieme a Ricco' saranno ascoltati anche lo spagnolo Moises Duenas e l'austriaco Bernard Kohl. I tre corridori, risultati positivi durante la passata edizione del Tour de France, che potranno essere rappresentanti dai loro avvocati, saranno ascoltati dai nove membri del collegio dell'agenzia transalpina e rischiano, sempre secondo quanto riporta L'Equipe, da due a sei anni di squalifica in conformita' alla legge antidoping vigente sul territorio transalpino. Le decisioni che prendera' l'AFLD dovrebbero essere annunciate nelle prossime settimane.


