15/10/2011
A Nibali non basta il coraggio
Per vincere bisogna avere il coraggio di osare, quello che ha fatto Vincenzo Nibali al Giro di Lombardia. Il messinese della Liquigas ha attaccato sui primi tornanti del Ghisallo, quando al traguardo mancavano una sessantina di chilometri. La salita del Ghisallo, monumento del ciclismo italiano e mondiale, molte volte era stato il palcoscenico delle imprese di Coppi, indimenticato “Campionissimo”, vincitore per cinque volte del Lombardia. Così come Fausto “L’Airone” Coppi, anche Nibali ha cercato di mettere le ali ed involarsi solitario sul traguardo di Lecco, staccando di netto rivali del calibro di Philippe Gilbert (belga dell’Omega, vincitore lo scorso anno) e Jacob Fulsgang (giovane talento del Team Leopard). Sotto le ruote di Nibali, la strada scorreva veloce, mentre il distacco dagli immediati inseguitori aumentava metro dopo metro. In cima al al Ghisallo, ad accogliere Nibali, un pubblico incredibile...
...Il santuario del Ghisallo, ospita un museo del ciclismo che raccoglie tutti i cimeli storici del ciclismo. Oggi Nibali, avrebbe voluto regalare la sua maglia Liquigas, come ricordo della vittoria al Lombardia. Tutto lasciava presagire ad un successo del siciliano, sempre pimpante, con una pedalata potente. Nibali, transita in cima con oltre un minuto di vantaggio sui più diretti inseguitori, tra essi anche il Campione italiano, il palermitano della Farnese Giovanni Visconti. Due siciliani tra le prime posizioni di una delle classiche più prestigiose del ciclismo mondiale, questo è lo spot migliore, per incentivare il ciclismo in Sicilia. Tornando alla corsa ed alla cavalcata solitaria di Nibali, si registra l’aumentare del vantaggio: ai meno 30 al traguardo, Nibali ha un vantaggio di quasi 2’ su un gruppetto composto da una quarantina di atleti. Il successo sembrava ad un passo, ma qualcosa è andato storto: improvvisamente l’azione di Nibali si appesantisce, mentre nel gruppo inseguitore, l’accordo tra varie squadre fa aumentare l’andatura. Il gruppo recupera a vista d’occhio, riacciuffando il siciliano, quando all’arrivo mancano 15 Km. Nibali cede di schianto, forse vittima di una crisi di fame; per lui resta il premio speciale “Luigi Todisco” (giornalista della Gazzetta dello Sport, recentemente scomparso in un incidente stradale), assegnato dagli organizzatori, al corridore primo classificato al GPM del Ghisallo. Il messinese resta il vincitore morale di questa edizione del Giro di Lombardia. Il coraggio non è bastato a togliere dalla casella delle vittorie quello sconfortante “zero”, un numero che pesa come un macigno, sul morale di Nibali. La corsa ormai è andata, Nibali si avvicina stancamente al traguardo, arrivando in forte ritardo dal vincitore, il 30enne Oliver Zaug, alla sua prima vittoria in carriera. Lo svizzero del team Leopard ha coperto i 241 Km del percorso in 6h20’, costruendo il successo sull’ultima salita di Villa Vergano, duro strappo di 3 Km, posto a 6 Km dal traguardo. A fine gara, Nibali ai microfoni Rai: “Io ci credevo. Transitando con quasi due minuti sul Ghisallo, ho iniziato a crederci. Nel tratto in pianura ho spinto tanto. L’anno scorso ho aspettato la salita finale, sono caduto prima e tutto è sfumato. Quest’anno ho cercato di fare l’azione da lontano; col senno del poi, posso dire di non aver fatto l’azione ed aver aspettato l’ultima salita posta a pochi chilometri dall’arrivo”.



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