30/08/2011
Un Nibali soddisfatto della crono
Quindicesimo di tappa a 2’24" dal vincitore Tony Martin, 4° in classifica a 31" dal nuovo leader Froome. Vincenzo Nibali c’è, come sempre: "Una crono molto dura, lunga, e dispendiosa per il tipo di tracciato: un continuo saliscendi con lunghi rettilinei dove spingere. Certo è una novità vedere un Froome così forte. Ho cercato di difendermi, era una prova molto veloce, adatta a specialisti...
....Ho fatto una performance che rispecchia quanto mi aspettavo e sono contento del risultato ottenuto - spiega il 26enne siciliano della Liquigas-Cannondale - Ho perso nella parte centrale, l’asfalto era sconnesso e non trovavo il giusto ritmo. Il vento era laterale e di fronte, difficile fare grandi velocità. Posso dirmi soddisfatto e guardare alle prossime salite con ottimismo. Restano tanti arrivi in salita, credo che posso fare veramente grandi cose. I distacchi dagli avversari? Come credevo". La cronometro di Salamanca (47 km, l’unica di questa Vuelta) ha sì riscritto la classifica, però non le ha dato una fisionomia definitiva come si pensava. Senz’altro Tony Martin, il tedesco dell’Htc, ha ribadito di essere più forte di Fabian Cancellara a cronometro e ora come ora è il favorito anche per l’oro mondiale di specialità. I primi sei sono in meno di un minuto. Froome, che ha fatto la migliore crono della sua vita (2° a 59" da Martin) guida con 12" su Fuglsang, 20" su Wiggins (partito fortissimo, ha ceduto nel finale ed è arrivato terzo a 1’22"), 31" su Nibali, 34. Regge Marzio Bruseghin, 11° a 2’15". Michele Scarponi ha perso 4’30" da Martin e ora è 22° a 4’22. Dopo questa impegnativa crono, un giorno di riposo e poi si riprende: mercoledì c’è subito un altro arrivo in salita, il terzo: una tappa di 167 chilometri che parte da Verin e finisce alla Estaciòn de Montaña Manzaneda, per una tappa interamente galiziana. Pronti e via, prima salita di giornata, Alto de Fumaces, salita pedalabile che avrà il compito di selezionare la fuga di giornata. I successivi 40 chilometri saranno un continuo salire e scendere fino a Viala do Bono, porta della seconda ascesa di giornata, Alto da Gonza, salita pedalabile lunga una decina di chilometri. A quel punto, sono previsti 60 chilometri di discesa e pianura fino alla semplice ascesa dell'Alto di Ermida, posto a 43 chilometri dalla conclusione. Una discesa di 6 chilometri e un falsopiano di 18 Km porterà la carovana ai meno 19 dalla conclusione; inizia la salita finale, che presenta una pendenza media del 6%, il primo tratto, lungo 13 chilometri è quello più impegnativo con pendenze che arrivano fino al 10%. A quel punto la strada spiana e tende a scendere per qualche chilometro, ai -4 dalla conclusione la salita torna impegnativa al 7-8% fino agli ultimi 200 metri, leggermente in discesa. Una salita non ideale per gli scalatori puri, i passisti più forti riusciranno a difendersi, si sta bene a ruota, sarà difficile fare grosse differenze. A preoccupare la carovana sono anche le condimeteo: mercoledi è attesa la prima pioggia sulla corsa.



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