22/05/2011

Nibali prova l'assalto. Poi si difende con orgoglio

2011-05-22_bettiniphoto_0081983_1_full.jpgLo spagnolo dell'Euskaltel Mikel Nieve ha vinto la quindicesima tappa del Giro d'Italia. In seconda posizione Stefano Garzelli (Acqua e Sapone) 1'40". Il due facevano parte della fuga di giornata, comprendente 18 corridori. Terzo la maglia rosa di Alberto Contador a 1'50", quarto il marchigiano della Lampre Michele Scarponi a 1'56". Il siciliano della Liquigas Vincenzo Nibali è settimo a 3'34". In classifica generale conduce sempre Contador, con Scarponi secondo a 4'20", terzo Nibali a 5'11".

Cronaca - La Conegliano - Gardeccia resterà negli occhi degli appassionati per molto tempo. Un frazione dura, durissima, affrontata con condizioni climatiche in continuo mutamento....


...La lotta era per la classifica generale. Lo scontro tra i big, ha visto ancora una volta, uscire vincitore Contador. Il corridore di Pinto è davvero il più forte; atleticamente niente da dire, anche se, per lui resterà l'onta del complotto ordito dal suo team manager, il giorno precedente al Crostis. Un bel dieci alle prestazioni dello spagnolo. Fin quando non chiederà scusa ai tifosi e non si dissocerà dal comportamento vigliacco di Riis, un bello zero. Nibali merita un 10 per il coraggio: partito sulla discesa del Giau, cerca di far saltare il banco, ma senza squadra e con infime collaborazioni tra le varie squadre, è difficile organizzare qualcosa. Un 10 pieno per il cuore: Nibali cede sul Fedaia, ma non naufraga. Rientra in discesa e nella conclusiva salita verso il Gardeccia limita i danni. Comunque vada, il messinese della Liquigas è il vero vincitore di questo Giro. «Ho corso la tappa regina con l’obiettivo di insidiare Contador e provare l’assalto alla maglia rosa» spiega il capitano della Liquigas-Cannondale. «Ho chiesto alla squadra di lavorare per sfiancare la Saxo Bank e gli avversari, poi nella discesa del Giau ho provato l’attacco. Contador ha trovato in Lastras un supporto importante e l’azione è stata vanificata. Sul Fedaia ho pagato la fatica di ieri: mi è mancato quel plus di energie che avevo sullo Zoncolan. La discesa seguente era tecnica e impegnativa: mi sono preso qualche rischio e, faticando, sono riuscito a rientrare nel gruppo dei migliori nonostante mantenessero un ritmo forte per non darmi opportunità di ricongiungimento. Sull’ultima salita, poi, ho tenuto un ritmo regolare consapevole che la fatica si sarebbe fatta sentire anche nelle gambe degli avversari. In tutta onestà, giudico la prova in maniera positiva e non mi rimprovero nulla: era giusto provare». Domani, per i girini, un meritato giorno di riposo. Si riprenderà martedi con un'altra frazione impegnativa, la cronoscalata Belluno – Nevegal, frazione di 12.700 metri.

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